Contenuti 2014

Comunicato stampa del 30 giugno 2014


Marco Pedroni, Sociologo all'Università eCampus
Lo stato "banchiere" e le imprese "responsabili". Per una genealogia del campo di gioco legale in Italia


Matteo Iori, Presidente Conagga - Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo
La criticità dei giochi


Giovanni Carboni, Partner fondatore EGLA - European Gambling Lawyers & Advisors
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità del GIOCO ON LINE


Giulio Coraggio, Partner DLA Piper
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità Slot machine e videolottery


Mauro Grimaldi, Direttore Relazioni Istituzionali Intralot
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità delle scommesse


Claudio Zecchin, Giornalista specializzato
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità  del Poker


Pasquale Rinaldi, Tenente Guardia di finanza
L'azione della Guardia di finanza a contrasto del gioco illegale


 


Comunicato stampa del 30 giugno 2014

Azzardo – Iori: per aiutare i malati
bisogna conoscere meglio i giochi.

Per la prima volta, statistiche e metodi terapeutici a confronto in un seminario, per valutare le differenze tra singoli giochi
e ottimizzare le normative.

Se il bingo è il favorito degli anziani, le casalinghe sembrano attratte irresistibilmente dal gratta e vinci. Slot e videolottery si somigliano ma funzionano in modo molto diverso. E solo su alcuni tipi di giochi sembra concentrarsi l’interesse di chi ricicla denaro sporco.
“Sono oltre 100 le delibere comunali sul gioco d’azzardo. Ed è una stima per difetto. Ma per aiutare i 250 mila giocatori patologici e evitare che altri 600 problematici diventino, a loro volta, dei malati, sarebbe utile capire come ciascun gioco riesca ad essere più seduttivo su una categoria rispetto a un’altra; e come siano differenti i meccanismi che portano alla dipendenza. In questo modo, gli interventi normativi in materia potrebbero essere più efficaci”. È quanto sottolinea Matteo Iori, presidente di Conagga (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo) che parteciperà al seminario “C’è gioco e gioco”, lunedì 7 luglio al Circolo della Stampa di Milano.
Per la prima volta saranno messi a confronto i dati delle ricerche del Cnr, che ha studiato il comportamento degli Italiani riguardo alle dipendenze, e l’esperienza dei Sert, i servizi delle Asl che curano le dipendenze, per capire come realmente si stia sviluppando il fenomeno del gioco in Italia e quali siano le migliori strategie per combatterne le derive.
All’incontro interverranno gli operatori del gioco per illustrare le differenze tecniche tra i vari giochi. Quindi, approfondiranno l’argomento Sabrina Molinaro, responsabile delle ricerche Espad del Cnr, Annalisa Pistuddi, di Federserd, Marco Pedroni, sociologo e ricercatore dell’Università eCampus, che presenterà una ricerca, condotta per l’Università Cattolica, su come si è sviluppato il gioco legale in Italia tra Stato e imprese responsabili.
Amministratori di Regioni e Comuni racconteranno le esperienze realizzate nel proprio territorio nel corso di questi anni.
Paola Binetti, relatrice del ddl sul g.a.p. (gioco d‘azzardo patologico) alla Camera, parlerà della normativa nazionale.

Il seminario, organizzato dalla casa editrice Toro Edizioni, inizierà alle 9.30, al Circolo della Stampa - Sala Montanelli - C.so Venezia, 48 a Milano.

La partecipazione è gratuita ma, dato il numero di posti limitato, occorre registrarsi sul sito www.seminariogioco.it.

Segreteria organizzativa: 06/82006043 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni per la stampa: Giampiero Moncada -  3207228720 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Marco Pedroni, Sociologo all'Università eCampus
Lo stato "banchiere" e le imprese "responsabili". Per una genealogia del campo di gioco legale in Italia


Il sociologo Marco Pedroni, ha anticipato durante il convegno “C’è gioco e gioco” organizzato questa mattina a Milano dalla Toro Edizioni, il suo libro in uscita “Lo Stato banchiere e le imprese responsabili. Per una genealogia del gioco legale in Italia”.
Lo studioso dell’Università eCampus ha ripercorso i tre tipi di racconto che formano il concetto del gioco nell’opinione pubblica italiana e ha spiegato come esso si muova su tre direttrici fondamentali: medica, cioè legata alla dipendenza; economico-commerciale, cioè i numeri che raccontano il settore; mediatico con la narrazione che associa il gioco alla subalternità sociale, all’idea stato biscazziere, all’addiction, al legame tra gioco e criminalità, alla vulnerabilità di alcune categorie sociali.
Pedroni ha poi delineato le tre fasi del gioco pubblico nel nostro Paese: “l’infanzia che va dal 1946, anno in cui appare la prima schedina fino al 1986, con un gioco cristallizzato e un mercato fermo a poche occasioni: dalla ricevitoria all’ippodromo passando per il casinò. La seconda paragonabile all’adolescenza e come essa turbolenta che 1987 al 2011 e che ha visto una serie di importanti privatizzazioni; periodo segnato dalle 4000 concessioni aggiuntive per il lotto del 1988, passando per giochi che richiedono una sempre maggiore acquisizione di competenze, alla gara per le awp del 2004 per chiudersi con il gioco online del 2011”.
“Oggi – ha proseguito Pedroni - viviamo le età adulta che ha vissuto nel 2012 una tappa fondamentale con l’emissione del Decreto Balduzzi, durante il governo Monti, che per primo ha parlato della dipendenza da gioco e della necessità che essa venga introdotta nei LEA e che ha portato ad una forte responsabilizzazione anche del comparto privato del gioco con le azioni di Sistema Gioco Italia e il primo codice di autoregolamentazione pubblicitaria, anche in risposta alla rivolta dei Comuni italiani contro la diffusione dell’offerta e le campagne e i movimenti no slot”.
Da un punto di vista sociologico gli attori nel mercato del gioco si segmentano cristallizzando due forme di capitale “economico” (fatturato, pay out, spesa individuale) e “politico/simbolico”: durante la lunga infanzia del gioco d’azzardo lo Stato ha guadagnato fortemente in termini di capitale politico, di protezione dei cittadini e capacità di disciplinare il diffondersi dell’azzardo”. Con la fase adolescenziale il capitale politico dello Stato è diventato sempre più economico perdendo la propria aurea e si affaccia l’idea dello “Stato Biscazziere”.
All’opposto ci sono i concessionari, “che sono operatori di mercato senza capitale né politico, né simbolico, ma solo economico. In assenza di politiche statali chiaramente identificabili, sono stati proprio i concessionari a sostituirsi allo Stato  in termini di Social Responsibility, come accaduto nel caso del codice di autodisciplina. Spinti di sicuro da un interesse economico a proteggere il mercato, ma anche dalla necessità di guadagnarci in termini di credibilità, di costruzione e incremento del proprio capitale simbolico”.
Pedroni ha concluso sottolineando “la doppia sconfitta dello Stato come il fenomeno della cessione di capitale simbolico agli operatori di mercato, nonostante il regime di monopolio esistente, di un mercato che ha raggiunto termini ragguardevoli. Il mercato ha cambiato il giocatore spostando e incrementando la crescita dei giochi dove prevale la componente aleatoria rispetto a quelli fondati sulle skill, quelli maggiormente individualisti, che hanno segnato poi la diffusione capillare dell’offerta, che ha comportato inevitabilmente il trasferimento dei rischi legati al gioco”.


GIOCHI A CONFRONTO

Matteo Iori, Presidente Conagga - Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo
La criticità dei giochi

“Solo il 21% dei giocatori sviluppano una forma di dipendenza patologica rispetto ad un solo gioco. Il 33% dei patologici è dipendente da due differenti giochi, con uno preferito, ma non disdegna l’azzardo nella sua totalità”. Sono i numeri illustrati questa mattina da Matteo Iori, presidente del Connaga – Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo- che ha presentato la sua esperienza sul campo maturata dal 2000 al 2013 con 775 giocatori patologici presi in cura.
Iori ha proseguito illustrando le criticità di ogni singolo gioco (troverete le slide in corrispondenza di ogni singola tipologia illustrata) e con essa le singole potenzialità di indurre un giocatore a comportamenti di dipendenza o compulsivi. Di qui la classificazione dei giochi in base ad un più o meno elevato rischio di indurre alla patologia il giocatore sulla base di precisi fattori: primo “la velocità del gioco” come avviene con gli apparecchi da intrattenimento, secondo le “potenzialità attrattive della vincita immediata” come accade con i Gratta e Vinci, terzo giochi in cui è necessario essere in possesso di particolari abilità, come per la conoscenza della genealogia di un cavallo nelle scommesse ippiche, dei precedenti nelle scommesse sportive o delle regole del poker o altri giochi di carte.


Giovanni Carboni, Partner fondatore EGLA - European Gambling Lawyers & Advisors
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità del GIOCO ON LINE



Giulio Coraggio, Partner DLA Piper
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità Slot machine e videolottery


Mauro Grimaldi, Direttore Relazioni Istituzionali Intralot
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità delle scommesse

“Sono appena 15 anni che lo Stato italiano ha affrancato dai tanti picchetti che occupavano il territorio in mano alla criminalità, il fenomeno delle scommesse sportive, legalizzate attraverso l’azione combinata di CONI e Aams”. E’ Mauro Grimaldi, direttore delle Relazioni Istituzionali Intralot, che ha ripercorso il fenomeno della legalizzazione del segmento scommesse, una nicchia piccola e significativa con 3,5/4 miliardi di euro di raccolta l’anno.
Grimaldi ha sottolineato poi la presenza della rete legale con 9 mila tra negozi e coorner, con il divieto tassativo per i minori di entrare in agenzia e la presenza di giocatori molto professionali, che conoscono a fondo lo sport su cui scommettono, reale o virtuale come nel betting exchange.
“Le tipologie di scommesse più scommesse più giocate si riducono a tre/ quattro e si concentrano su alcuni sport, su tutti il calcio” – ha concluso Grimaldi e di questo è il bookmaker che si assume il rischio dell’impresa di accettare la scommessa”


Claudio Zecchin, Giornalista specializzato
I meccanismi di gioco, funzionamento e fiscalità  del Poker

“Il Poker nel 2014 ha perso più del 30% della raccolta rispetto al 2013. Un calo robusto registrato in predominanza negli ultimi anni, soprattutto rispetto al periodo del boom registrato a cominciare dal 2006, con un ciclo di vita del gioco stesso evidentemente piuttosto breve, uno dei più brevi del mondo del gioco”. E’ il giornalista specializzato Claudio Zecchin a spiegare anche le ragioni del successo, insieme alle sue potenzialità narrative, ai testimonial e alla spinta delle trasmissioni tv al successo
Zecchin ha poi sottolineato la componente di abilità intrinsecamente legata al poker: “se entrate in un casinò per un torneo, tutti vi sapranno rispondere quante sono le possibilità di avere una coppia di assi nella prima mano del torneo, e cioè 1 su 251.” La provocazione è servita a sottolineare la necessaria gestione scientifica del poker che predomina in maniera netta sulla componente legata all’alea.
Passando al fronte tassazione: “nel poker a torneo è pari al 3% più la parte che va dal 7 al 10% per la poker room organizzatrice, mentre nel poker cash la tassazione è pari a 20% . Guardando ai numeri ad esempio su 340 milioni giocati a maggio, 330 tornano in vincita e dei 10 milioni restanti il 20 % vanno allo Stato”.
Zecchin conclude rispondendo ad una delle accuse rivolte più spesso al poker nelle sue diverse modalità e cioè di avere un pay-out molto alto: “è stata una scelta opportuna compiuta dal legislatore per poter competere con i diffusissimi .com e superare per esempio gli errori compiuti nella vicina Francia”.


Pasquale Rinaldi, Tenente Guardia di finanza
L'azione della Guardia di finanza a contrasto del gioco illegale

Nel 2013 i controlli della sola Guardia di Finanza in collaborazione con i Monopoli di Stato sono aumentati del 30%. Un’azione dovuta per rispondere alle diverse strategie messe in campo dal mondo della criminalità organizzata che si infiltra nel mondo del gioco lecito con la manipolazione delle schede di comunicazione degli apparecchi con Sogei, la famosa doppia scheda o con nuove forme di elusione del riciclaggio nel comparto online. Senza contare la grande criminalità con i reati dell’usura, dell’estorsione, e altre attività riescono di fatto  realizzare un monopolio parallelo, un mercato parallelo e redditizio di gioco illegale. Il problema ancora più grave è poi quando il fenomeno sfocia nell'usura, il reato meno denunciato. I controlli vengono decisi dal Comitato di Alta Vigilanza che in collaborazione con i Monopoli coordina tutti gli interventi basandosi anche sulle segnalazioni Sogei e sulle direttive messe in campo dal decreto Balduzzi. Il campo dell’online viene controllato attraverso la registrazione in black list, che ad oggi conta più di 4800 siti di gioco online.

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